Il movimento Empty Museum - #EmptyDuomoFi
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IL MOVIMENTO EMPTY

Cogliere il fascino e l’emozione dei musei e delle loro opere d’arte durante l’orario di chiusura al pubblico è la sfida lanciata dal movimento internazionale #empty, alla lettera “vuoto”.
Attraverso l’uso di uno smartphone e dell’app Instagram, un gruppo di Instagramers (igers) creativi racconta l’emozione che si prova ad attraversare e vivere i musei svuotati dalla presenza dei visitatori.

Il progetto è nato da un’idea dell’instagramer statunitense Dave Krugman che nel 2013 riesce a farsi dare il permesso dal Metropolitan Museum di New York di accedere al palazzo dopo l’orario di chiusura. Krugman coglie l’occasione al volo e invita altri igers che iniziano così a scattare insieme fotografie alle stanze deserte del Met e a condividerle in rete: nacque così #emptyMET.

I risultati furono sorprendenti: le opere d’arte di uno dei più importanti musei del mondo catturate nella loro solitudine, immerse in ambienti completamente vuoti dove l’immagine dell’architettura deserta del museo diventa qualcosa di non comune e di esclusivo, come se diventasse il museo stesso una nuova opera d’arte.

In pochissimo tempo il successo di #emptyMET grazie al network di Instagram arriva all’attenzione dei principali Instagramers internazionali e nel 2014 ad ospitare il movimento #empty è la Royal Opera House di Londra, il più prestigioso teatro d’opera al mondo, a seguire importantissimi luoghi d’arte e cultura a livello mondiale: il museo Guggenheim (New York, settembre 2014), il museo Louvre (Parigi, ottobre 2014), il teatro Bolshoi (Mosca, novembre 2014), il museo Tate (Londra, dicembre 2014), la Fondazione Prada (Milano, luglio 2015) e il Musée d’Art et d’Histoire (Ginevra, settembre 2015).

empty-museum-instagram

In tutto questo di “vuoto” il movimento #empty sembra averne solo il nome: in realtà il “vuoto” sa riempirlo, e in modo decisamente innovativo.

Analizzandolo più in profondità il successo del movimento #empty si può spiegare nella capacità di unire in un’unica esperienza tre esigenze:

Libertà creativa

Libertà creativa

È quella degli instagramers che possono usufruire di un momento unico ed esclusivo, quello di attraversare dei musei senza visitatori, perché quando uno spazio è occupato da una folla di persone spesso la bellezza della sua architettura tende a passare in secondo piano, da soli invece si può sperimentare un senso di libertà creativa irripetibile.

Promozione

Promozione

La seconda esigenza è quella dell’istituzione museale/culturale che vede promuoversi in modo non convenzionale sul network, offrendo al pubblico un immaginario unico del suo patrimonio architettonico ed artistico e guadagnandone in altissima visibilità.

Accessibilità

Accessibilità

Attraverso l’uso intelligente dei social media si può connettere il patrimonio culturale con un pubblico nuovo, giovane, quello classificato “nativo digitale” che è spesso lontano dal vivere in modo quotidiano i musei e gli spazi culturali.